Streptococco nei bambini - sintomi, tampone e cosa fare

Liliana De Santis

Liliana De Santis

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15 settembre 2026

Bambino con febbre, mano sulla fronte, termometro in bocca. Possibili sintomi streptococco bambini.

Quando un bambino torna da scuola con febbre e mal di gola, capire se si tratta di un virus o di un’infezione da streptococco non è sempre semplice. I segnali più indicativi, il tampone faringeo e alcuni sintomi associati aiutano a orientarsi, ma la diagnosi non si può confermare guardando soltanto la gola. In questa guida raccolgo ciò che considero più utile per riconoscere il problema, sapere quando contattare il pediatra e gestire i giorni successivi.

I segnali da ricordare quando il bambino ha mal di gola

  • Febbre e dolore intenso alla gola sono tra i sintomi più comuni.
  • Tosse e raffreddore assenti rendono più probabile una faringite streptococcica, ma non bastano per diagnosticarla.
  • Le placche non significano automaticamente streptococco: possono comparire anche con infezioni virali.
  • La presenza del batterio si verifica con test rapido o tampone faringeo.
  • Antibiotici solo su indicazione medica, mai usando avanzi di una vecchia terapia.

Bocca di bambino con puntini rossi sulla lingua e sul palato, possibili sintomi streptococco bambini.

I segnali che fanno pensare a un’infezione streptococcica

La faringite da streptococco di gruppo A compare soprattutto nei bambini in età scolare e negli adolescenti. L’esordio tende a essere abbastanza rapido, con febbre spesso elevata, mal di gola marcato e dolore durante la deglutizione.

  • tonsille arrossate e gonfie, talvolta con essudato biancastro, cioè le cosiddette placche;
  • linfonodi del collo ingrossati e dolenti;
  • mal di testa, stanchezza e dolori diffusi;
  • nausea, vomito o dolore addominale, sintomi piuttosto frequenti nei bambini;
  • assenza o scarsa presenza di tosse, naso che cola e raucedine.

Nei bambini sotto i 3 anni il quadro può essere meno tipico e la faringite streptococcica è meno comune. Il piccolo può apparire irritabile, mangiare meno, avere febbricola o naso chiuso. In questa fascia d’età preferisco sempre lasciare al pediatra la valutazione dell’opportunità di fare un test.

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Quando compare anche la scarlattina

Lo stesso batterio può produrre tossine e provocare la scarlattina. In questo caso, oltre a febbre e mal di gola, può comparire un esantema fine e ruvido al tatto, simile alla pelle d’oca, che spesso inizia dal tronco e si estende al resto del corpo.

La lingua può diventare molto arrossata, mentre il volto appare rosso con una zona più chiara intorno alla bocca. Un’eruzione cutanea associata a febbre merita un contatto con il pediatra, soprattutto se il bambino è molto abbattuto o il rash compare rapidamente.

Streptococco o virus come orientarsi senza fare diagnosi a casa

La maggior parte dei mal di gola nei bambini è di origine virale. Io considero alcuni segnali utili per orientarsi, ma non li tratto mai come una diagnosi certa, perché i sintomi possono sovrapporsi.

Segnale Più compatibile con streptococco Più compatibile con virus
Febbre Insorgenza rapida e temperatura spesso alta Può esserci, spesso insieme ad altri sintomi respiratori
Gola Dolore intenso, tonsille gonfie e arrossate Mal di gola variabile, talvolta meno intenso
Tosse e raffreddore Assenti o poco rilevanti Frequenti, spesso con naso chiuso e catarro
Occhi e voce Congiuntivite e raucedine meno tipiche Congiuntivite, raucedine e voce alterata più comuni
Disturbi digestivi Nausea, vomito o mal di pancia possibili Possibili soprattutto nelle infezioni virali intestinali

Le placche sulle tonsille non bastano per distinguere le due cause. Possono comparire anche durante la mononucleosi o altre infezioni virali. Al contrario, l’assenza di placche non esclude del tutto lo streptococco.

Un bambino con febbre, mal di gola improvviso e linfonodi dolenti, ma senza tosse o raffreddore, ha un quadro che merita una valutazione più attenta. La decisione finale, però, deve basarsi sulla visita e sull’eventuale tampone.

Come si conferma la diagnosi e quando serve il tampone

Il test più usato è il tampone faringeo, eseguito passando un apposito bastoncino sulla parete posteriore della gola e sulle tonsille. Il test antigenico rapido può dare una risposta in pochi minuti; in alcune situazioni il medico può richiedere anche l’esame colturale.

Il tampone dovrebbe essere eseguito quando il pediatra ritiene che i sintomi siano compatibili con una faringotonsillite da streptococco. Farlo ripetutamente a un bambino completamente asintomatico, oppure subito dopo la terapia per controllare se il batterio è ancora presente, in genere non è utile.

Esistono infatti bambini portatori, cioè positivi al tampone senza avere una vera infezione in corso. Per questo un risultato positivo va letto insieme a febbre, mal di gola e quadro clinico, non isolatamente.

Gli esami del sangue non sono normalmente il primo strumento per confermare una faringite streptococcica. La priorità resta la valutazione pediatrica con il test appropriato, quando indicato.

Cosa fare a casa e come si cura

Se il tampone conferma lo streptococco, il pediatra prescrive l’antibiotico più adatto. In genere i farmaci della famiglia delle penicilline, come l’amoxicillina, sono la prima scelta quando non ci sono allergie o altre controindicazioni. La dose e la durata dipendono dal peso e dalla situazione clinica.

L’antibiotico non serve per un comune mal di gola virale. Iniziarlo senza indicazione può causare effetti indesiderati e favorire un uso scorretto dei farmaci. Non bisogna inoltre riutilizzare confezioni rimaste in casa o modificare autonomamente il numero dei giorni di terapia.

A casa si può aiutare il bambino offrendo spesso acqua, latte o altri liquidi tollerati, cibi morbidi e riposo. Per febbre e dolore il pediatra può indicare paracetamolo o ibuprofene secondo età, peso e condizioni del bambino. Io eviterei di alternare i farmaci senza una precisa istruzione, perché aumenta il rischio di errori nelle dosi.

La faringotonsillite streptococcica tende a risolversi nell’arco di 3-7 giorni, mentre il miglioramento dei sintomi può iniziare già dopo le prime dosi dell’antibiotico. Se la febbre persiste, il bambino peggiora o non riesce a bere, è necessario ricontattare il pediatra.

Contagio, scuola e prevenzione in famiglia

Lo streptococco si trasmette soprattutto attraverso le goccioline respiratorie e il contatto ravvicinato. Scuola, asilo, fratelli e condivisione di bicchieri o posate possono facilitare il passaggio dell’infezione, anche se non è necessario trasformare la casa in un ambiente sterile.

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone;
  • non condividere bicchieri, posate, borracce e spazzolini;
  • arieggiare gli ambienti e insegnare a coprire bocca e naso quando si tossisce;
  • lavare gli oggetti usati frequentemente dal bambino, come borraccia e posate;
  • seguire fino alla fine la terapia prescritta.

Di norma la contagiosità si riduce molto dopo circa 24 ore di terapia antibiotica efficace. Il rientro a scuola o all’asilo dovrebbe avvenire quando il bambino non ha più febbre, si sente abbastanza bene e il pediatra lo ritiene opportuno, rispettando anche le regole della struttura.

Non è necessario sottoporre automaticamente tutti i familiari a un tampone. Se un fratello sviluppa febbre, mal di gola o un’eruzione cutanea, va valutato separatamente.

Quando serve chiamare subito il pediatra

Un mal di gola isolato, con bambino vigile e capace di bere, di solito non è un’emergenza. Ci sono però segnali che richiedono una valutazione rapida, perché possono indicare disidratazione, un ascesso vicino alla tonsilla o un’infezione più importante.

  • difficoltà a respirare o rumore insolito durante la respirazione;
  • incapacità di deglutire la saliva, salivazione abbondante o rifiuto completo dei liquidi;
  • voce molto ovattata, difficoltà ad aprire la bocca o dolore fortemente localizzato su un lato;
  • collo molto gonfio, rigidità del collo o peggioramento improvviso;
  • sonnolenza insolita, confusione, debolezza marcata o segni di disidratazione;
  • febbre che non migliora o ritorna dopo un apparente recupero;
  • urine molto scure, gonfiore a viso e gambe o riduzione evidente della quantità di pipì;
  • rash diffuso accompagnato da malessere importante, vertigini o dolore intenso.

In presenza di difficoltà respiratoria, perdita di coscienza o peggioramento rapido bisogna chiamare il 112 o rivolgersi al pronto soccorso. Non è il momento di aspettare l’effetto di un rimedio casalingo.

Il dettaglio che aiuta davvero a decidere nelle prime ore

Il modo più utile per osservare il bambino è annotare quando sono iniziati i sintomi, la temperatura, la capacità di bere e la presenza o meno di tosse, raffreddore, vomito o rash. Queste informazioni aiutano il pediatra molto più di una fotografia delle tonsille scattata con il telefono.

La regola pratica che seguo è semplice: non considero le placche una prova, non do antibiotici senza una valutazione e non sottovaluto un bambino che beve poco o peggiora rapidamente. Con questi tre punti fermi, è più facile distinguere un normale episodio respiratorio da una situazione che merita un controllo tempestivo.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Febbre spesso elevata, mal di gola intenso, dolore alla deglutizione e linfonodi del collo dolenti sono segnali compatibili con lo streptococco. L'assenza di tosse e raffreddore aumenta il sospetto, ma le placche possono comparire anche nelle infezioni virali e non bastano per una diagnosi.

Il pediatra può indicarlo quando febbre, mal di gola improvviso e altri sintomi rendono probabile una faringotonsillite streptococcica. Il test rapido dà una risposta in pochi minuti, mentre in alcuni casi può servire l'esame colturale. Un risultato positivo va interpretato insieme al quadro clinico, perché esistono bambini portatori senza infezione attiva.

Gli antibiotici sono indicati solo se il pediatra conferma o ritiene probabile un'infezione streptococcica secondo la valutazione clinica e il test appropriato. Non servono per un comune mal di gola virale e non bisogna usare avanzi di vecchie terapie o modificare autonomamente dose e durata.

È necessario contattare rapidamente il pediatra se il bambino fatica a respirare o a deglutire la saliva, rifiuta i liquidi, ha voce molto ovattata, collo gonfio, rigidità del collo, sonnolenza insolita o segni di disidratazione. In caso di difficoltà respiratoria, perdita di coscienza o peggioramento rapido bisogna chiamare il 112 o rivolgersi al pronto soccorso.
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Autor Liliana De Santis
Liliana De Santis
Mi chiamo Liliana De Santis e ho accumulato 8 anni di esperienza nel campo della gravidanza, dei neonati e dello svezzamento. La mia passione per questi temi è nata con la mia personale esperienza di mamma, che mi ha spinto a esplorare a fondo le sfide e le gioie legate alla maternità e alla crescita dei bambini. Scrivo per condividere informazioni utili e pratiche, aiutando le mamme e i papà a navigare in questo meraviglioso ma complesso viaggio. Mi dedico a fornire contenuti chiari e aggiornati, confrontando fonti e semplificando argomenti che possono risultare difficili da comprendere. Mi piace seguire le ultime tendenze e organizzare le conoscenze in modo accessibile, affinché i lettori possano trovare risposte concrete alle loro domande. Il mio obiettivo è supportare ogni famiglia con informazioni accurate e comprensibili, affinché possano affrontare con serenità le varie fasi della crescita dei loro piccoli.
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