Quando compaiono perdite vaginali verdi, è naturale chiedersi se la causa sia lo streptococco e se l’infezione possa influire sul ciclo, sulla fertilità o su una gravidanza. Il colore, però, non basta per identificare il germe: in questo articolo chiarisco le cause più probabili, la differenza tra streptococco e altre infezioni, gli esami utili e i segnali per cui non conviene aspettare.
Il colore verde merita un controllo, ma non indica automaticamente lo streptococco
- Perdite verdi e schiumose sono spesso associate alla tricomoniasi, non al batterio streptococco.
- Lo streptococco B può colonizzare vagina e intestino senza provocare sintomi.
- La diagnosi richiede un tampone vaginale e, quando indicato, test per le infezioni sessualmente trasmesse.
- In gravidanza, perdite verdi o maleodoranti vanno segnalate tempestivamente a ostetrica o ginecologo.
- Il rischio per la fertilità dipende soprattutto da eventuali infezioni non trattate che risalgono verso utero e tube.

Perché le perdite verdi non indicano automaticamente lo streptococco
Una secrezione normale può essere trasparente, biancastra o lattiginosa e cambiare consistenza durante il ciclo. Quando diventa verde, giallo-verde, schiumosa o maleodorante, invece, è più prudente considerarla un segnale di vaginite o cervicite, cioè un’infiammazione della vagina o del collo dell’utero.
La causa più tipica delle perdite verdastre è la tricomoniasi, un’infezione sessualmente trasmessa provocata dal protozoo Trichomonas vaginalis. Può dare prurito, bruciore, dolore durante i rapporti e un odore sgradevole, ma in molte persone resta silenziosa per mesi.
Anche la vaginosi batterica può modificare il colore delle secrezioni, spesso rendendole grigie o giallo-verdi con un caratteristico odore di pesce. Gonorrea e clamidia, invece, possono provocare perdite mucopurulente, bruciore urinario, sanguinamento dopo i rapporti o dolore pelvico.
| Caratteristiche delle perdite | Cause possibili | Cosa significa |
|---|---|---|
| Giallo-verdi, schiumose, maleodoranti | Tricomoniasi | Serve un test specifico e spesso la valutazione del partner. |
| Grigie o giallo-verdi, odore di pesce | Vaginosi batterica | È uno squilibrio della flora vaginale, non una semplice candidosi. |
| Giallastre, dense o con pus | Cervicite, gonorrea o clamidia | È importante escludere un’infezione sessualmente trasmessa. |
| Bianche, dense e grumose | Candidosi | Il verde non è l’aspetto abituale della candidosi. |
La mia regola pratica è semplice: non si può diagnosticare un’infezione guardando soltanto il colore. Anche il pH vaginale, l’odore e i sintomi associati aiutano, ma la conferma arriva dal campione analizzato.
Quale rapporto esiste davvero con lo streptococco
Con il termine streptococco si indicano batteri diversi. Lo Streptococcus agalactiae, conosciuto come streptococco beta-emolitico di gruppo B o GBS, può essere presente nella vagina e nell’intestino senza causare una vaginite e senza alterare le secrezioni.
Una positività al tampone per il gruppo B, quindi, non dimostra automaticamente che sia lui a provocare le perdite verdi. In genere indica una colonizzazione, cioè la presenza del batterio senza necessariamente una malattia attiva. Per questo non è corretto assumere antibiotici solo sulla base del colore delle perdite o di un vecchio tampone positivo.
Più raramente, altri streptococchi, come quelli del gruppo A, possono essere coinvolti in una vulvovaginite. In questi casi si osservano soprattutto irritazione intensa, arrossamento, dolore e secrezioni purulente, ma anche qui il colore non è sufficiente per distinguere l’agente responsabile.
Se il problema compare in gravidanza, la questione viene gestita con particolare attenzione. Il Ministero della Salute indica lo screening per lo streptococco B con tampone vaginale e rettale intorno alla 36ª-37ª settimana; se il risultato è positivo, la profilassi antibiotica viene generalmente somministrata durante il travaglio per proteggere il neonato.
Cosa cambia durante il ciclo e in gravidanza
Le secrezioni possono aumentare vicino all’ovulazione, quando diventano più fluide, trasparenti ed elastiche. Prima delle mestruazioni possono apparire più dense, mentre sangue residuo, sperma o variazioni temporanee del pH possono modificarne lievemente l’aspetto.
Una tonalità davvero verde o giallo-verde non è una normale fase del ciclo, soprattutto se dura più di uno o due giorni oppure si associa a odore, prurito, bruciore o dolore. In quel caso il ciclo può rendere il sintomo più evidente, ma non ne rappresenta di solito la causa principale.
In gravidanza è normale avere più perdite bianche o trasparenti, chiamate leucorrea gravidica. Se però diventano verdi, gialle, maleodoranti o accompagnate da prurito e dolore urinario, il NHS raccomanda di contattare l’ostetrica o il medico perché potrebbe esserci un’infezione da trattare.
Durante la gravidanza non userei ovuli, lavande o antibiotici avanzati da una terapia precedente. Il farmaco deve essere scelto in base alla diagnosi e alla settimana gestazionale, perché non tutti i trattamenti sono equivalenti e alcuni sintomi possono dipendere anche da una perdita di liquido amniotico.
Come si arriva alla diagnosi e cosa fare nell’attesa
Il primo passo è prenotare una valutazione ginecologica o rivolgersi al consultorio. Il medico può osservare vulva e vagina, controllare il pH, esaminare le secrezioni al microscopio e prelevare un tampone vaginale o cervicale.
In base alla storia e ai sintomi possono essere richiesti test molecolari per tricomoniasi, clamidia e gonorrea, oltre a una coltura per batteri come lo streptococco quando esiste un motivo clinico preciso. Il tampone non è una formalità: evita di confondere una vaginosi con una candidosi o di trattare un batterio che non è realmente responsabile dei disturbi.
Fino alla visita seguirei alcune precauzioni concrete:
- evitare lavande vaginali, detergenti profumati e rimedi casalinghi;
- non iniziare antibiotici o antimicotici senza indicazione;
- preferire biancheria traspirante e cambiare rapidamente gli indumenti umidi;
- sospendere i rapporti se provocano dolore o irritazione;
- usare il preservativo fino alla diagnosi, soprattutto se c’è un possibile rischio di infezione sessualmente trasmessa.
Se viene confermata una tricomoniasi, una gonorrea o una clamidia, anche il partner o i partner recenti possono dover essere testati e trattati. Altrimenti il rischio è una nuova infezione poco dopo la cura, anche quando i sintomi sembrano scomparsi.
Le perdite verdi possono compromettere la fertilità
Lo streptococco B presente come semplice colonizzazione non è considerato una causa tipica di infertilità. Una positività isolata, senza dolore pelvico o altri segni di infezione, non significa che le tube siano danneggiate o che sia più difficile concepire.
La preoccupazione maggiore riguarda alcune infezioni sessualmente trasmesse non trattate, soprattutto clamidia e gonorrea. Possono risalire dall’area genitale e causare una malattia infiammatoria pelvica, con aderenze e cicatrici delle tube. Secondo il CDC, circa 1 donna su 8 con una storia di malattia infiammatoria pelvica può avere difficoltà a rimanere incinta.
Questo dato non significa che ogni secrezione verde porterà a problemi riproduttivi. Significa piuttosto che curare presto la causa è una forma di prevenzione della fertilità. Se compaiono dolore al basso ventre, febbre, rapporti dolorosi o sanguinamenti anomali, non aspetterei che il disturbo passi da solo.
Un’infezione vaginale semplice, trattata correttamente, di solito non altera il ciclo in modo permanente. Può però causare irritazione temporanea, dolore nei rapporti o qualche perdita anomala fino alla guarigione.
Quando serve una valutazione rapida
In assenza di altri sintomi, perdite anomale che durano più di pochi giorni meritano un appuntamento medico. È preferibile farsi visitare entro 24 ore se la secrezione assomiglia a pus, compare un dolore pelvico importante, c’è febbre o si verifica un sanguinamento fuori dal ciclo.
In gravidanza bisogna contattare subito il professionista di riferimento in caso di perdite verdi, sangue, dolore, contrazioni o liquido acquoso continuo. Se il liquido fuoriesce improvvisamente o in modo persistente, è necessario escludere una rottura delle membrane.
Un odore sgradevole da solo non permette di distinguere le cause, ma associato a bruciore, prurito o dolore rende meno probabile una normale variazione fisiologica. Anche la scomparsa temporanea dei sintomi non esclude un’infezione, perché tricomoniasi, clamidia e gonorrea possono avere un andamento intermittente.
Il dettaglio più utile da portare alla visita
Per aiutare il medico, annoterei da quando sono iniziate le perdite, il loro colore, la consistenza, l’odore, la fase del ciclo, eventuali rapporti non protetti e la presenza di dolore o febbre. Sono informazioni semplici, ma spesso permettono di scegliere più rapidamente gli esami giusti.
La conclusione più importante è questa: perdite verdi e streptococco possono comparire nello stesso quadro, ma non sono sinonimi. La causa va verificata con una valutazione clinica, soprattutto se stai cercando una gravidanza o sei già incinta, perché una diagnosi tempestiva protegge sia la salute attuale sia quella riproduttiva.